Ma perchè le coppie litigano?

Ma perché le coppie litigano?
Domanda da cento milioni di Euro, come si suol dire. Perché si è diversi. Ok. Perché si hanno aspettative differenti. Ma da dove arrivano le nostre aspettative? 
Come si formano, come maturano? Ve lo siete mai chiesti?
Ancora una volta dobbiamo ripensare al contesto familiare da cui proveniamo e a tutte le idee, convinzioni, certezze
che circolano sullo stare in coppia.
‘Due persone che stanno insieme dovrebbero…’
‘Se lui/lei ti ama non farebbe questo oppure farebbe quest’altro’.
‘ Una donna che ha un marito e dei figli deve capire che la vita cambia. Ci sono un mare di responsabilità. Stare insieme è un continuo compromesso. Si sa che le donne sono così…che gli uomini sono cosà.’
Cresciamo respirando le convinzioni che la nostra famiglia ci propone sull’essere famiglia.
Cosa vi viene in mente pensando alle frasi sentite mille volte nella vostra famiglia d’origine, ai divieti, alle imposizioni?
Ecco. Un buon modo per capire perché si litiga è diventare consapevoli dei modelli che ci ha proposto la nostra famiglia.Pensare se quel modello ci appartiene davvero o ce lo stiamo trascinando per inerzia da generazioni. Comprendere se in un certo modo stiamo imponendo quel modello al nostro partner.
Un gran lavoro su di noi che ci porterà a creare la ‘nostra’ coppia e la ‘nostra’ famiglia creando regole che stiano bene a noi e al nostro partner e non di certo ai nostri genitori o agli insegnamenti dei nonni. Solo perché è sempre stato così…

Non mi piaccio: crisi comuni di mezza estate!

 

Sempre più frequentemente mi capita di ricevere in studio donne che non si piacciono. A volte le insicurezze arrivano da persone ‘insospettabili’, di aspetto più che gradevole, rispondenti ai canoni più diffusi.

Allora perchè lo specchio restituisce loro un’immagine insoddisfacente tanto da considerare lievi imperfezioni al pari di elementi pressochè intollerabili alla vista propria e altrui?

Mi colpisce la storia di una ragazza indiscutibilmente affascinante che nell’intimità costringe il partner a spegnere la luce.

O di un’altra giovane donna, convinta di avere un naso assolutamente sproporzionato rispetto all’ovale del viso.

E ancora giovani che si vedono sovrappeso, che non riescono ad indossare quel vestito che vorrebbero perchè ‘stanno male’, che sono convinte di essere oggetto di sguardi critici anche solo camminando per strada.

Donne. Donne insicure, fragili, che rincorrono modelli impossibili.
Donne di fatto, bellissime.

Cosa si nasconde dietro tutto questo? Sono segnali da trascurare?

Nella mia esperienza assolutamente no. Anche perchè spesso i pensieri di inadeguatezza divengono vere e proprie ossessioni invasive che fanno capolino nella mente più e più volte durante il corso della giornata.

Allora chiedendo al riparo da orecchie indiscrete, emergono nella stanza della terapia tante storie di insicurezza che risalgono a molti anni prima. Storie di mancati apprezzamenti e valorizzazioni da parte delle figure di riferimento. Madri e padri che non hanno saputo dire ai propri figli che così come erano, erano esseri perfetti. Pieni di bellezza e potenzialità. Genitori a loro volta insicuri, insoddisfatti, incerti. Alla ricerca del figlio ‘perfetto’ che gratificasse il loro ego.

Quante volte non ci siamo sentiti persone autonome e svincolate dalle nostre famiglie d’origine ma al contrario siamo stati appesantiti da richieste più o meno implicite.

Un non essere all’altezza che pian piano ci ha convinti della nostra inadeguatezza.

Allora un paio di orecchie a sventola, una taglia in più, un’altezza mediocre possono diventare fonte di estremo disagio non di certo per il ‘difetto’ in sé ma per tutto quello che vi abbiamo abbinato inconsapevolmente.

Comprendere ciò che si nasconde dietro ‘paranoie’ continue e pensieri assillanti, ci può aiutare a fare pace con la nostra immagine e a divenire giudici clementi di noi stessi, acquisendo sicurezza e determinazione.

Giornata esperienziale Genogramma Bologna – SOLD OUT

RINGRAZIO I COLLEGHI CHE SI SONO ISCRITTI… I POSTI SONO ESAURITI, STO INDIVIDUANDO UNA NUOVA DATA PER CHI é RIMASTO ‘FUORI’ DAL GRUPPO

 

Una giornata di studio dedicata esclusivamente a Psicologi (anche in formazione ) e Psicoterapeuti (Ogni altra richiesta sarà valutata caso per caso)

Il genogramma è un diagramma che organizza le informazioni sul ciclo vitale del nucleo circa i legami, gli eventi, e le separazioni della famiglia attraverso due o tre generazioni (Mc Goldrick, Gerson, 1985).

Introdotto da Murray Bowen ormai quasi quarant’anni fa, oltre a far parte del bagaglio professionale di ogni terapeuta relazionale, si connota come strumento versatile utile a sostenere gli psicologi e i terapeuti nel loro lavoro clinico.

Duttile perchè utilizzabile sia nella fase anamnestica sia per approfondire determinati aspetti della vita attuale del singolo paziente o della coppia in consultazione, focalizzare i nodi che bloccano l’evoluzione, fondamentale in alcuni momenti per stabilire connessioni con la storia familiare.
Una mappa agile da leggere, un modo semplice per narrarsi e focalizzare , di grande valore diagnostico e prognostico.

LA GIORNATA è APERTA A COLLEGHI CHE FANNO RIFERIMENTO A DIFFERENTI APPROCCI TERAPEUTICI POICHE’ IL GENOGRAMMA SI CONFIGURA COME STRUMENTO TRASVERSALE RISPETTO AL RIFERIMENTO TEORICO.

Il gruppo sarà composto da un massimo di 6 persone per consentire ad ognuno di raccontare una parte del suo genogramma e di lavorarci insieme (a discrezione del partecipante!)

Per info e iscrizioni contattatemi alla mail ericavolpi@tiscali.it o contattate il 347/0191720

QUANDO: Sabato 13 gennaio 2018, dalle 10.30 alle 18.30 presso Studio Psicologia Dott.ssa Vera Cabras, via Indipendenza 61, BOLOGNA

Costo della giornata per persona: 70 Euro comprensivi di materiale