Non mi piaccio: crisi comuni di mezza estate!

 

Sempre più frequentemente mi capita di ricevere in studio donne che non si piacciono. A volte le insicurezze arrivano da persone ‘insospettabili’, di aspetto più che gradevole, rispondenti ai canoni più diffusi.

Allora perchè lo specchio restituisce loro un’immagine insoddisfacente tanto da considerare lievi imperfezioni al pari di elementi pressochè intollerabili alla vista propria e altrui?

Mi colpisce la storia di una ragazza indiscutibilmente affascinante che nell’intimità costringe il partner a spegnere la luce.

O di un’altra giovane donna, convinta di avere un naso assolutamente sproporzionato rispetto all’ovale del viso.

E ancora giovani che si vedono sovrappeso, che non riescono ad indossare quel vestito che vorrebbero perchè ‘stanno male’, che sono convinte di essere oggetto di sguardi critici anche solo camminando per strada.

Donne. Donne insicure, fragili, che rincorrono modelli impossibili.
Donne di fatto, bellissime.

Cosa si nasconde dietro tutto questo? Sono segnali da trascurare?

Nella mia esperienza assolutamente no. Anche perchè spesso i pensieri di inadeguatezza divengono vere e proprie ossessioni invasive che fanno capolino nella mente più e più volte durante il corso della giornata.

Allora chiedendo al riparo da orecchie indiscrete, emergono nella stanza della terapia tante storie di insicurezza che risalgono a molti anni prima. Storie di mancati apprezzamenti e valorizzazioni da parte delle figure di riferimento. Madri e padri che non hanno saputo dire ai propri figli che così come erano, erano esseri perfetti. Pieni di bellezza e potenzialità. Genitori a loro volta insicuri, insoddisfatti, incerti. Alla ricerca del figlio ‘perfetto’ che gratificasse il loro ego.

Quante volte non ci siamo sentiti persone autonome e svincolate dalle nostre famiglie d’origine ma al contrario siamo stati appesantiti da richieste più o meno implicite.

Un non essere all’altezza che pian piano ci ha convinti della nostra inadeguatezza.

Allora un paio di orecchie a sventola, una taglia in più, un’altezza mediocre possono diventare fonte di estremo disagio non di certo per il ‘difetto’ in sé ma per tutto quello che vi abbiamo abbinato inconsapevolmente.

Comprendere ciò che si nasconde dietro ‘paranoie’ continue e pensieri assillanti, ci può aiutare a fare pace con la nostra immagine e a divenire giudici clementi di noi stessi, acquisendo sicurezza e determinazione.