Nient’altro che la verità…come dire ai figli che ci si separa

 

 

Dover comunicare ai propri figli che mamma e papà hanno deciso di separarsi, pone i genitori di fronte a molti dubbi, incertezze e paure.
Vorremmo tutti che i nostri bambini non dovessero mai ricevere nessuna ‘cattiva notizia’ e quella della separazione , di fatto, le è. Sia per i grandi che per i più piccoli.
Nella mia pratica clinica vengo spesso interpellata su come comunicare ai bambini che mamma e papà non vivranno più insieme ma prima di ogni buon intervento, naturalmente, è necessario sapere cosa sia stato fatto fino a quel momento.
E’ a questo punto che ascolto le storie più diverse che i genitori hanno concordato per proteggere i loro figli dalla verità su come stiano in realtà le cose o anche per una legittima difficoltà nel gestire una comunicazione, quella della separazione, inevitabilmente molto carica sul piano emotivo.
Premetto che tutto ciò risulta perfettamente comprensibile e si inscrive nelle azioni e comportamenti che attuiamo a ‘fin di bene’.
Allora ‘papà non dorme più a casa perchè ha trovato un lavoro lontano e non riesce a tornare la sera’. Salvo poi trovarlo sotto casa per accompagnare il bambino a scuola.
‘Papà dorme sul divano perchè il materasso è scomodo’. ‘La mamma deve andare via tre giorni per lavoro…sai, il suo capo glielo ha comunicato all’ultimo momento’.
Le mancate verità non sfuggono ai bambini anche sono sono molto piccoli.
Un nota psicoanalista , Francoise Dolto, nel suo testo ‘Quando i genitori si separano’ sostiene che il bambino abbia diritto a sapere la verità anche se gattona. La verità è per tutti anche per i bambini molto piccoli.
Come professionista e mamma sposo appieno questa visione del bambino considerato una persona che ha diritto ad essere informato rispetto ai fatti che lo riguardano direttamente.
Con le giuste parole, si intende, adeguandole e modulandole alla sua età.
E senza formule.
Perchè nell’immaginario collettivo c’è ancora questo stereotipo che i genitori debbano riunire tutti i componenti della famiglia attorno al focolare domestico per comunicare che il focolare non ci sarà più.
Comunicazioni pompose, serie, dolorose che rimangono nella memoria del bambino come momenti in cui tutta la realtà si ferma e si imprime quella dolorosa consapevolezza che nulla sarà più come prima.
Quindi… cosa bisogna evitare?
Di mentire a fin di bene e di essere troppo fomali.
Non c’è una ricetta che vada bene per ogni bambino perchè ogni bambino è un (meraviglioso) mondo a sè.
Bisogna trovare le parole giuste partendo da un presupposto imprescindibile: i bambini sono persone che hanno tutto il diritto di sapere cosa sta succedendo nella loro vita.
E dopo aver comunicato loro la decisione di mamma e papà, che a volte è anche la migliore nei casi di alta conflittualità, continua tensione emotiva e lontananza affettiva nella coppia, si deve pensare a rassicurarli questi nostri figli. Perchè ci si separa dal partner ma mai da loro. Sembra scontato ma nella mia esperienza come psicoterapeuta e Consulente Tecnico per il Tribunale, vedo dinamiche che si ripetono di continuo.
Dispetti all’ex coniuge o ex compagno/a sul mancato versamento del mantenimento, cambi all’ultimo minuto dei giorni e degli orari di visita solo per mettere in difficoltà, discorsi poco opportuni sull’altro genitore che tendono a denigrarlo.
E’ tutto questo fa soffrire i bambini, non certo la verità.
Prendiamoci la responsanilità che si deve assumere il mondo adulto. E lecchiamoci le nostre ferite fra adulti.
I bambini chiedono, senza essere in grado di dirlo, di essere tutelati. Nella verità.

Bibliografia:
Quando i Genitori si separano, Francoise Dolto, Mondadori 2004
Psicologia della separazione e del divorzio, Vittorio Cigoli, Il Mulino 1998